Incontro davanti alla Corte di Appello di Sassari

Incontro davanti alla Corte di Appello di Sassari

Il 24 febbraio si terrà, presso il Giudice di Pace a Sassari, la terza udienza del procedimento aperto in seguito alla “denuncia-querela” presentata dal presidente della Società “Il Quinto Elemento”, concessionaria dell’ex batteria antinave SR413 di Punta Giglio, contro l’allora presidente del Comitato “Punta Giglio Libera”, Giovanni Oliva, e contro i componenti Salvatore Scala e Roberto Murru, accusati di aver oltrepassato, il 27 giugno del 2021, i confini del “cantiere dei lavori in corso”, e denunciati penalmente per il reato d’invasione di fondo altrui.

Ci incontreremo domani 24 febbraio davanti alla Corte di Appello di Sassari per manifestare la nostra solidarietà, alle 8.40.

Incontro davanti alla Corte di Appello di Sassari

Considerazioni sulla sentenza del Tar per Tramariglio

Una recente sentenza del TAR Sardegna, resa nota dall’associazione ambientalista Gr.I.G. Sardegna, ribadisce che le strutture dell’ex colonia penale agricola del Tramariglio hanno una propria identità ed un proprio valore storico/culturale ed architettonico. Non possono pertanto essere alterate o modificate in alcun modo, con buona pace dei mai assopiti interessi privati che
vedono ovunque, nei luoghi di pregio, case vacanza, villaggi turistici, acquafan e ruote panoramiche.

E’ una sentenza giustissima che impone un doveroso rispetto nei confronti dei segni e dei manufatti lasciati nel nostro territorio dal passaggio della Storia, dal passaggio degli uomini che ci hanno preceduto. Uomini che hanno vissuto, lavorato e sofferto.

Ma non si può non riflettere sul fatto che un paese civile non dovrebbe aver bisogno di queste sentenze. La tutela e la severa “difesa” del nostro patrimonio storico, culturale, archeologico e architettonico dovrebbe essere un fatto scontato. E’ un imprescindibile principio sancito da leggi, dalla stessa Costituzione e da un apposito Ministero con tutti i suoi vari organi periferici. In più, in questo caso, tutta l’area di Porto Conte ricade all’interno di un Parco Regionale che ha proprio come obiettivo primario la tutela dei beni naturali e storici del territorio.

E proprio qui, intorno a Porto Conte, abbiamo, senza dubbio per la sua estrema bellezza ambientale, uno straordinario sovrapporsi di segni lasciati dall’uomo. A iniziare dal Neolitico antico della Grotta Verde, la cui necropoli sommersa rappresenta un unicum eccezionale in ambito mediterraneo. Proprio come sta facendo Oliena con la Grotta Corbeddu, la Grotta Verde di Alghero dovrebbe assolutamente diventare Patrimonio Mondiale Unesco ed essere tutelata seriamente una volta per tutte, e non totalmente abbandonata come è oggi.

Intorno a Porto Conte la Storia ha lasciato tantissimi segni, senza soluzione di continuità. Ci sono domus de Janas praticamente abbandonate. Ci sono nuraghi semicrollati che andrebbero salvati. C’è una necropoli punico-romana su cui, in parte, è stato costruito un albergo. C’è una bella fontana monumentale di metà settecento ricoperta dai rovi. C’è un patrimonio di archeologia
militare del ‘900 con cui creare percorsi di storia recente e di memoria, ma oggi abbandonato.

Proprio in questo contesto le strutture militari della ex batteria antinave e antiaerea di Punta Giglio, costruite con una logica complessiva e ben inserite nel paesaggio naturale, sono un interessantissimo esempio di cittadella militare autonoma, costruita prima ancora della guerra, ma pensata per difendere Alghero e Porto Conte, nel secondo conflitto mondiale, da quello che
doveva essere il grande sbarco. Il primo e decisivo sbarco degli Alleati sull’intero continente europeo (avvenuto poi, come si sa, in Sicilia).

La ex batteria di Punta Giglio è stata dichiarata dalla Soprintendenza competente per il territorio “Bene di interesse storico/culturale e archeologico”, ovvero lo stesso status degli edifici del Tramariglio. Come è stato quindi possibile che, in tempi recenti, in dispregio a tutte le norme regionali, nazionali ed europee, un bene storico inserito tra habitat naturali tutelatissimi e non
antropizzati, sia potuto diventare un banale alberghetto-ristorante in mano a privati? Perché il principio della conservazione del bene storico/culturale, e quindi anche del suo valore immateriale e del suo contenuto di memoria, ribadito dal TAR per il Tramariglio, non vale per Punta Giglio?

In questi ultimi vent’anni a Porto Conte non ci sono stati solo disastri. Il recupero dell’attuale sede del Parco, al Tramariglio, è stata un’ottima operazione culturale. Giustamente il Parco, con il precedente direttore, portò avanti un eccellente recupero della memoria storica degli avvenimenti e degli episodi umani relativi alla vita della colonia penale agricola. Proprio questo deve fare un Parco: tutelare gli ambienti naturali, la flora e la fauna, ma anche la memoria della Storia, i segni lasciati dagli uomini. Anche i piccoli segni della storia locale.

A Punta Giglio, invece, si è banalizzato tutto. Ad esempio, si è creata una situazione paradossale in cui le scritte originali fasciste, come “Vincere e Vinceremo”… e i disegni militari, perfetti in un contesto museale, sono incredibilmente inseriti in un bar/ristorante. Del tutto fuori luogo. E se la Storia a Punta Giglio viene banalizzata, anche la delicata natura del luogo, che richiederebbe un numero chiuso di silenziosi visitatori, rimane esposta ad una fruizione turistica incontrollata.

La domanda è, ma come è potuto accadere?

La risposta scivola come un’anguilla tra le scrivanie dei tanti uffici ed enti coinvolti e tra le righe delle varie norme vigenti. Ma si può capire la risposta anche solo guardandosi attorno a Porto Conte. Negli anni le case del Tramariglio sono state occupate da chi ci è riuscito, l’albergo di Capo Caccia è da decenni in contenzioso giudiziario, aree costiere sono diventate campeggi abusivi, persino dei fortini militari sono diventati case vacanze per qualcuno. In passato, persino una torre antibarbaresca del 1500 era diventata un locale notturno a luci rosse.

Gli interessi dei privati, più o meno legittimi e più o meno legittimati, non si sopiscono mai.

Nei posti belli c’è sempre qualche privato che tenta in tutti i modi di farsi la sua casetta per l’estate, il suo posticino ameno con vista mare.

Nei paesi civili le regole e le leggi sono cosa seria. In Italia invece si trova spesso il modo per aggirarle. Il modo per privatizzare beni pubblici, e per giunta anche beni pubblici di dichiarato valore storico/culturale o archeologico.

Vi ricordate il film Totòtruffa 62? Ma sì, il mitico film del 1961 in cui Totò vende ad un turista la Fontana di Trevi…

Comitato Punta Giglio Libera

Incontro davanti alla Corte di Appello di Sassari

Assemblea Settimanale ogni mercoledì

Ogni mercoledì si tiene l’assemblea pubblica del Comitato Punta Giglio Libera, aperta a tutte le persone interessate a collaborare e partecipare alla causa in difesa di Punta Giglio – alle ore 18 presso Res Publica, Piazza Pino Piras ad Alghero.

L’assemblea si svolge nel rispetto delle disposizioni anti-Covid e vede la partecipazione di rappresentanti del comitato, delle associazioni ambientaliste e culturali algheresi e dei liber* cittadin* che sostengono la mobilitazione.

Oltre l’aggiornamento sulle ultime novità e sulle azioni intraprese, durante l’incontro si discute su come proseguire la mobilitazione, e si programmano le attività per agire e reagire.

Guarda la mappa per sapere dove ci incontriamo:

Grazie a tutti!

Comitato Punta Giglio Libera

Una marcia per Punta Giglio – Giugno 2021

Una marcia per Punta Giglio – Giugno 2021

Sabato 19 giugno 2021 il Comitato Punta Giglio Libera organizza una manifestazione in difesa di Punta Giglio: ennesima tappa cittadina di un percorso di mobilitazione popolare che è iniziato lo scorso marzo, subito dopo l’avvio dei lavori del “Rifugio di Mare” della Soc. Coop. Il Quinto Elemento, e che proseguirà il 27 giugno con una manifestazione festosa nella borgata di Maristella. L’iniziativa, al quale sono invitati tutti i cittadini, le borgate del Parco di Porto Conte, le associazioni ambientaliste, culturali e sportive algheresi, si svolgerà senza bandiere politiche, nel rispetto delle disposizioni anticovid e di una partecipazione attiva guidata dal rispetto della tutela del bene comune. Il raduno è previsto alle ore 18 presso l’Anfiteatro Balaguer, con vista sulla contestata falesia, luogo-simbolo attraverso il quale si intende allacciare la protesta per Punta Giglio a quella della salvaguardia del territorio tutto.

Dopo un breve momento di incontro e raccolta, il corteo partirà alle 18,30 dal Balaguer, per proseguire sul lungomare Valencia, attraversando le principali strade cittadine, da via Gramsci a via Manzoni a via XX settembre, passando attraverso piazza Sulis, per giungere in centro storico e sfilare di fronte al Municipio e al palazzo del Sindaco. La marcia si chiuderà in piazza Pino Piras, con una discussione pubblica e con dei contributi di artisti, poeti, teatranti, che sostengono in maniera creativa e gioiosa la mobilitazione.

Quel che il Comitato Punta Giglio Libera chiede, insieme a una frangia sempre più numerosa della popolazione (non solo algherese) è il blocco immediato dei lavori per la costruzione del “Rifugio di Mare”: un albergo da 20 posti letto con bagno in camera, ristorante da 80 coperti (30 dei quali esterni) e piscina da 18 mt, a causa dei quali si sta intervenendo con mezzi pesanti che fanno uso di martelli demolitori idraulici, in un’area a tutela assoluta, SIC (Sito di Interesse Comunitario) e ZPS (Zona Protezione Speciale), scavando una conduttura fognaria per la lunghezza di 3,5 Km lungo un sentiero naturalistico tra i più belli d’Europa, nonché modificando l’assetto originario della ex-Batteria SR-413 tutelato da vincoli archeologico-paesaggistici. Dal 31 maggio, l’intera area di Punta Giglio, compresa l’amata spiaggia della Bramassa, è inaccessibile al pubblico.

Le attiviste e gli attivisti del comitato saranno presenti con materiale informativo, e sarà allestito il banco di raccolta firme e fondi, per chiedere al sindaco di Alghero, e alle altre istituzioni coinvolte, di fermare i lavori e liberare Punta Giglio, e accertare la regolarità della procedura di autorizzazione dei lavori in corso.

La partecipazione è fondamentale e dovrà essere ampia, condivisa e trasversale a qualsiasi orientamento politico, perché la protesta abbia forza, e le istituzioni si rimettano in comunicazione con i propri cittadini e con la Comunità intera, la cui voce non può, e non deve, rimanere inascoltata.

Fin dall’inizio dei lavori a Punta Giglio, si è costituito un comitato spontaneo e popolare, per informare e sensibilizzare tutti i cittadini (che mai sono stati informati e resi partecipi di quanto si stava progettando) e promuovere insieme a loro azioni legali e pacifiche che possano servire alla causa, come la raccolta firme, l’esposizione di lenzuoli fuori da finestre e balconi, i sit-in informativi, i presidi a Punta Giglio, gli incontri con le borgate del Parco di Porto Conte, e tutto ciò che sarà necessario per sensibilizzare e coinvolgere la cittadinanza e per tenere alta l’attenzione sulla cessione gratuita di un bene incontaminato e identitario per la comunità algherese e sarda.

Sinora al comitato hanno aderito formalmente diverse centinaia di persone, la petizione online ad oggi ha raggiunto quasi 5.000 firme, mentre il gruppo Facebook è seguito e animato da oltre 8.000 persone che, dall’apertura ad oggi, esprimono contrarietà al progetto e cercano di partecipare in maniera costruttiva e propositiva al dibattito, postando idee, riflessioni, ricordi, articoli, foto, disegni, poesie, critiche, richieste e suggerimenti, sulla vicenda e sulla mobilitazione.

Per informazioni e adesioni al Comitato puntagigliolibero@gmail.com.