L’intervento di un nuovo parcheggio in area boscata all’interno del Parco di Porto Conte è in contrasto col principio di conservazione e protezione del territorio che un Parco Regionale dovrebbe invece rispettare ed avere come obiettivo primario.
L’associazione ambientalista Punta Giglio Libera. Ridiamo Vita al Parco – APS ha inoltrato (02 gennaio 2026) un’istanza per il rispetto della salvaguardia integrale e condizionata del bene paesaggistico caratterizzato da un edificio di valenza storico culturale e della vegetazione che comprende un arco costiero racchiuso tra la Strada Provinciale 55 e la costa che, partendo da Cala della Calcina, risale verso Nord includendo la penisola di Punta del Quadro e la rada del porto del Tramariglio, terminando poco oltre Punta del Frara, nella baia del Tramariglio, all’interno del quale si trova l’omonima Torre costiera (copianificazione tra RAS, Comune di Alghero e Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, da pag. 385 a pag. 390).
Interessati il Comune di Alghero, il Parco di Porto Conte, Assessorato Enti Locali, Finanze e Urbanistica della Regione autonoma della Sardegna, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Sassari e Nuoro, l’Assessorato della Difesa dell’Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna, il Corpo forestale e di Vigilanza ambientale, Provincia di Sassari.
Anche se non si è dato risalto alla notizia, l’Azienda Parco di Porto Conte ha avviato un piano di intervento del geo-sito di Capo Caccia che prevede la nascita di un parcheggio pubblico ex-novo in corrispondenza dell’area di Tramariglio–Casa Gioiosa, uno dei contesti ambientali e paesaggistici più sensibili del territorio algherese, ricompreso nel Parco Naturale Regionale di Porto Conte, riconosciuto dal Piano Paesaggistico Regionale come bene identitario
In assenza di un Piano del Parco, questo parcheggio, che costituisce una nuova opera che va a modificare la destinazione funzionale di un’area indicata come S/4 nel PRG (area destinata ad attrezzature sociali e servizi pubblici), avrebbe dovuto seguire un iter amministrativo di approvazione comprendente una verifica di conformità urbanistica da parte del Comune e un atto deliberativo da parte del Consiglio Comunale, con approvazione del piano particolareggiato, ai sensi dell’art. 46 delle NTA del PRG.
Il Comune, infatti, è l’autorità urbanistica responsabile della conformità degli interventi al PRG e della valutazione dell’impatto dell’intervento in una determinata area e dei possibili effetti sulle scelte pianificatorie future, mentre il Consiglio Comunale ha competenza nell’approvazione dei piani attuativi e degli interventi di modifica che incidono sui servizi pubblici e sull’organizzazione territoriale.
Nel nostro caso, dalla disamina della documentazione, il Comune di Alghero non compare con le sue funzioni, non ha provveduto ad alcuna valutazione formale di conformità all’art. 46 NTA PRG per le zone S/4, non ha indicato la necessità di un piano particolareggiato, strumento previsto per la realizzazione di servizi, non ha valutato la compatibilità con le norme transitorie del PPR e, soprattutto, non ha compiuto alcuna verifica circa l’impatto dell’opera sul carico antropico e sulla fruizione dell’area. Inoltre, non risulta attivato alcuno strumento attuativo o deliberativo consiliare.
L’assenza di questo passaggio rappresenta un elemento critico dell’iter procedurale e dimostra, ancora una volta, la volontà dell’Amministrazione Comunale Algherese, di sottrarsi alle scelte pianificatorie che gli competono, delegando così, in maniera informale, l’Ente Parco Naturale, che ha esclusivamente funzioni gestionali, di tutela, conservazione e protezione ambientale e non certo di governo del territorio, all’approvazione dell’intervento con sola deliberazione del suo Consiglio Direttivo, senza rispettare i passaggi normativi previsti e senza informare adeguatamente la comunità.
La partecipazione alle decisioni dei Consiglieri comunali, chiamati ad esprimere il loro voto su questa trasformazione del territorio, è fondamentale perché tutti i cittadini possano in seguito presentare le loro osservazioni. Il cittadino deve riappropriarsi del diritto di partecipare che si esplica con il piano particolareggiato e il suo iter: approvazione del Consiglio e osservazioni da ridiscutere in Consiglio per l’approvazione definitiva. Le semplificazioni autorizzative non sono pensate per aggirare il diritto ma per applicarlo con tutte le competenze in campo. La pianificazione e tutti i suoi “passaggi democratici” non possono essere sempre saltati perché “percorsi irti di ostacoli”.
Chiediamo, pertanto, se il Comune di Alghero, anche a procedimento avviato, abbia intenzione di assolvere al proprio ruolo, prendendo contezza dell’intervento e compiendo tutti quegli atti necessari per dare regolarità all’iter, per tutelare la comunità e contribuire con ancora maggiore efficacia alla tutela, conservazione e protezione ambientale.

