Millepiedi

Millepiedi

Anatomia di un progetto PNRR

Il progetto Millepiedi nasce nel contesto delle iniziative legate alla transizione energetica e alla produzione di energia rinnovabile dal mare.

L’intervento è promosso dal Parco Naturale Regionale di Porto Conte, che assume il ruolo di soggetto attuatore nelle procedure amministrative legate alla realizzazione dell’impianto.

Nel corso degli anni il progetto viene progressivamente inserito nel programma PNRR – Green Ports, destinato alla decarbonizzazione delle infrastrutture portuali e allo sviluppo di tecnologie energetiche innovative.

Si tratta di un intervento complesso, che coinvolge soggetti pubblici, enti di ricerca e operatori privati.

Ricostruire il percorso che ha portato alla nascita e allo sviluppo del progetto Millepiedi significa quindi analizzare non solo una tecnologia o un singolo intervento infrastrutturale, ma il modo in cui innovazione, politiche pubbliche e responsabilità amministrative si intrecciano nella gestione delle risorse del PNRR.

Da qui nasce questa ricostruzione.

Parliamo quindi di un intervento pubblico sostenuto da fondi europei e collocato in un quadro strategico nazionale. Progetti di questa natura, per dimensione economica e rilievo istituzionale, richiedono chiarezza sugli obiettivi, sui percorsi amministrativi e sui risultati attesi.

La pubblicazione avrà cadenza bisettimanale. Non per ragioni editoriali, ma per ricostruire con ordine un percorso progettuale complesso, distinguendo le diverse fasi amministrative e tecniche che lo compongono.

Il progetto Millepiedi si colloca all’interno di una rete articolata di soggetti pubblici, enti di ricerca e operatori privati.

Tra questi:

  • enti pubblici
  • università e centri di ricerca
  • società private
  • figure tecniche e amministrative coinvolte nei procedimenti

Ricostruire il ruolo di ciascun attore è parte essenziale di questo lavoro.


Il quadro normativo

Il contesto istituzionale di riferimento è quello delle aree naturali protette, disciplinato dalla Legge 6 dicembre 1991 n. 394.

La legge individua tra le finalità fondamentali:

  • la conservazione degli habitat naturali
  • la tutela degli equilibri ecologici
  • la salvaguardia del paesaggio
  • la promozione di attività compatibili con questi obiettivi.

Sono questi i parametri entro cui si colloca l’azione degli enti gestori delle aree protette.

Nel caso del progetto Millepiedi, però, dagli atti disponibili emerge un elemento che merita attenzione.

L’intervento è localizzato presso la diga foranea del porto industriale di Porto Torres, quindi al di fuori del territorio del Parco e non direttamente destinato alle strutture dell’area protetta.

Questo dato non implica automaticamente una valutazione di illegittimità.
E non esprime un giudizio sull’innovazione tecnologica in sé.

Ma pone una domanda di coerenza.

Qual è la relazione tra:

  • mandato istituzionale dell’ente
  • impiego di risorse pubbliche
  • benefici ambientali effettivamente riferibili al territorio tutelato?

Quando le risorse sono pubbliche — e provengono dal PNRR — questa relazione diventa un parametro essenziale di buona amministrazione.


Due percorsi che si incontrano

Per comprendere il progetto Millepiedi bisogna guardare a ciò che accade negli anni precedenti.

Negli atti amministrativi emergono infatti due traiettorie progettuali.

La prima è il progetto Waves4Water, nato come sperimentazione locale e arrivato fino all’installazione in mare.

La seconda è il percorso tecnologico sviluppato attorno alla tecnologia GICA, inizialmente sostenuto come attività di ricerca e successivamente ricollocato in un’infrastruttura di scala molto più ampia.

È dall’incontro — e dalla progressiva sovrapposizione — di questi due percorsi che prende forma il progetto Millepiedi.

Il nodo centrale non riguarda l’innovazione tecnologica in sé.

Riguarda il metodo con cui l’innovazione pubblica passa dalla sperimentazione alla realizzazione di opere finanziate con fondi europei.


Come leggere questa serie

Questa è la prima parte di una ricostruzione più ampia.

Nei prossimi articoli verranno analizzati:

  • il progetto Waves4Water
  • l’ingresso della tecnologia GICA
  • il ruolo delle università
  • la posizione del Parco di Porto Conte
  • il sistema dei controlli PNRR
  • la qualificazione dell’appalto
  • le questioni di coerenza istituzionale emerse dagli atti.

Solo alla fine dell’intero percorso sarà possibile valutare il quadro complessivo.


Un invito alla lettura

Questo lavoro non formula giudizi anticipati né attribuisce responsabilità personali.

Si limita a ricostruire, sulla base degli atti disponibili, un percorso amministrativo e tecnico che ha coinvolto:

  • il Parco Naturale Regionale di Porto Conte
  • l’Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna
  • la Regione Sardegna
  • il Comune di Alghero
  • le Università di Cagliari e Sassari
  • ENEA
  • soggetti privati e strutture tecniche coinvolte nei procedimenti.

L’obiettivo è portare all’attenzione soprattutto un metodo.

Quando l’innovazione pubblica accelera — e quando sono in gioco risorse europee — la distribuzione delle responsabilità, la chiarezza dei ruoli e l’adeguatezza dei controlli diventano elementi decisivi.

Il caso Millepiedi può quindi essere letto non solo come una vicenda locale, ma come un esempio delle tensioni che possono emergere quando l’innovazione procede più rapidamente delle strutture chiamate a governarla.

Per comprendere davvero il percorso che porta al progetto Millepiedi, però, bisogna tornare indietro di qualche anno.

Prima del PNRR, prima delle strategie portuali e dei finanziamenti milionari, il Parco di Porto Conte aveva già avviato una sperimentazione energetica legata al mare.

Si chiamava Waves4Water.